11 luglio 2009

Vale ancora la pena?

In Italia avremmo bisogno di USA: Ufficio Semplificazione Assoluta. Ma non lo apriremo. Ogni dificoltà quotidiana - il negozio chiuso, la procedura bizantina, l'aereo in sciopero, la prenotazione impossibile, il wi-fi che non c'è, la ricevuta che non arriva, il docente introvabile - risponde agli interessi o alle pigrizie di qualcuno. Ogni progresso italiano richiede una rivoluzione, e ogni rivoluzione scatena una reazione: del gruppo, della lobby, della professione, del partito, del sindacato. Nessuno in Italia ha tanto potere da cambiare tutto; ma tutti ne hanno abbastanza per impedire che qualcosa cambi.
Beppe Severgnini - Italians, il giro del mondo in 80 pizze (Rizzoli - 2008)

8 luglio 2009

Takeover Time

Circondato da foto di belle signore dai capelli fantasticamente colorati, Grillo pensava:
When I was younger I used to say: I hate to say 'I told you', but I told you.
Now that I'm older I say: When I was youger I used to say: "I hate to say 'I told you', but I told you".
Mi pare offensivo essere considerato un professionista solo perchè non mi dimentico delle cose che ho già visto una volta; la domanda che resta aperta è: dove cazzo guardavano gli altri?!?

11 maggio 2009

Un buon non compleanno...

...che oggi non è il mio compleanno, ma - non so come - m'è venuto in mente che quando lo sarà, se fino ad allora l'anno mi avrà concesso quello che spero e per cui sto lavorando, mi potrei regalare questo....
l'ho trovato a: http://biz.eshirt.it

7 aprile 2009

E se.....

L'altro ieri è smottato l'Appennino e s'è ingurgitato la maggior parte delle case di L'Aquila e dintorni e s'è portato via 200 e passa vite. Ieri ha tremato Rieti. E se 'sta spaccatura, profonda venti chilometri, si stesse allungando verso il mare? E se domani toccasse ai sette milioni di abitanti di Roma? Se mentre pochi fortunati si trovano fuori dalla città (non più) eterna, chi sta lì facesse la fine del topo, coi polmoni implosi dal peso di mattoni abusivi, bruciato vivo da fughe di gas dei tubi squarciati dai crolli? E se domani l'Italia si svegliasse in 43 milioni invece dei cinquanta faticosamente raggiunti proprio quest'anno con il grande aiuto degli extracomunitari? Niente pù Montecitorio, niente più Palazzo Chigi, niente più Campidoglio, Alitalia, Erg, Agip e pure un'altra manciata di ex proprietà del fu IRI. Nessun ministero, e tutta una città di amministrativi e pubblici dipendenti da rimpiazzare. Miliardi di Euro di beni culturali evaporati dallo stato patrimoniale d'Italia, milioni di Euro al giorno di introiti dal turismo, spariti!
Tutta una classe amministrativa da rimpiazzare, magari con gente più produttiva. La classe politica sopravviverebbe: quelli in parlamento non ci stanno mai, che ci hanno fatto pure sprecare 280 mila euro di sistema di votazione con le impronte digitali.
Ma in un'Italia decapitata, con tutti da ri-nominare, da ri-eleggere, la natura da "bravi a arrangiarci" ci farebbe capire che con centinaia di migliaia di amministrativi in meno campiamo lo stesso. Avremmo un sistema stradale e ferroviario tagliato in due, saremmo vistosamente più poveri, quindi ci daremmo da fare: ricostruire, rinascere, avere meno pretese, ricominciare dalle basi. L'Onestà, l'Amicizia, la Solidarietà, la Speranza! La stessa aria frizzante degli anni cinquanta, che a una donna bastavano degli occhiali da sole un po' fashion per sognare chissà che. L'Italia positiva. Macchè colpo di stato! Macchè guerra!.. basta la pressione dell'Africa che si stacca dall'Europa (quella fisica, non quella geopolitica). Due gradi in più di forza sulla scala Richter, un grado in meno di latitudine e uno in meno di longitudine e ci siamo: il nuovo Miracolo Italiano ha inizio.
Beh, io sono a Roma.. certo tanto piacere non mi fa, ma anche la guerra più giusta ha le sue vittime, no?

15 marzo 2009

Il cagnaccio

Ci siete solo tu e lui in quella strada buia. Quando senti il lontano ticchettio delle sue zampe sull'asfalto cominci a chiederti perchè diavolo ti trovi in quella maledetta strada. E un diavolo ti sembra lui, con tutti quei denti. Lontano dal tuo pensiero che con quei denti lui ci solleva i suoi piccoli, ci si gratta, ci si spulcia. No, per te quei denti sono saldamente affondati nella tua carne, quelle mandibole potenti sbriciolano e sbreccolano le tue povere ossa, quel collo taurino sventaglia il tuo corpo nell'aria per ampliare il danno che i canini aguzzi hanno già fatto nei tuoi muscoli, quegli occhi vengono accecati dal sangue che versi inutilmente: non servirà da nutrimento per lui: sarai vittima illogica, ingiustificata.
Quello che vedi, quello che guardi nel tuo immediato futuro ti terrorizza. La paura sviluppa adrenalina. Sì, che l'adrenalina ti serve: darà più forza ai tuoi muscoli per correre e scappare più velocemente, contrarrà i tuoi vasi sanguigni perchè l'emorragia non ti uccida all'istante. Ma miti di bimbo ti hanno spiegato che scappare equivale a aprire le danze. Se lo fai lui t'inseguirà. Se gli rivolgi le spalle, t'azzannerà al collo, tentando l'attacco mortale da subito. Allora ti sforzi per mantenere la calma, dissimulare, fingere di non avere un tremore destabilizzante alle gambe, mentre cerchi di proiettare un simulacro di camminata normale.

Ma lui la percepisce distintamente, la tua adrenalina. Non è colpa sua, non la cerca, ma il suo olfatto è molto più sviluppato di quanto tu non sospetti. Lo dovresti sapere che per lui seguire la traccia di un uomo che ha camminato ore prima in un campo è facile quanto per te seguire la lina di mezzeria in una strada ben asfaltata. Immagina cosa vedono i suoi occhi olfattivi: un corpo che sprizza adrenalina dai pori, che la lascia colare in terra, che la schizza a ogni movimento. E l'adrenalina vuol dire solo due cose per lui: o paura o preparativo d'aggressione. E non gli fa piacere, perchè ti vede fisicamente più alto di lui: a differenza dell'olfatto, la sua vista è mal sviluppata, non riuscirà a stimare la tua reale massa neanche quando ti sarà addosso, in realtà. Vede solo un essere probabilmente alto tre o quattro volte più di lui; ne ha visti tanti, e gli erano indifferenti, li rispettava. Forse uno di quelli è il suo "dominante", gli dà da mangiare, lo picchia quando lui fa qualcosa che non era giusto fare. Sì, quegli esseri sono ragionevolmente molto più potenti di lui! E questo cola adrenalina, si prepara all'attacco. Per lui è come vedere in una stanza un uomo davanti a sè mostrare un viso aggressivo e minaccioso, e caricare una pistola: un proiettile è entrato nel caricatore.. mentre entra il secondo dà un'occhiata intorno: non c'è nessun altro: ce l'ha con me. Il secondo proiettile è dentro. Merda! Ma perchè proprio io? Abbassa le orecchie all'indietro: venderò cara la pelle. Ancora più adrenalina: non si ritira, non se ne va.. ma perchè proprio io? Che gli ho fatto, razza maledetta! Ma non è giusto! Scopre i canini: se mi vuoi sono qui! Ancora adrenalina, occhi che puntano dritti dentro i miei.. non li vedo, ma capisco dalla posizione della testa che non ha smesso un attimo di guardarmi: non ho scampo. E' entrato il terzo proiettile: se aspetto ancora sono uno stupido che cerca una morte da stupido. Provo a alzare la voce: sobbalza un momento, ma... sembra che non ne voglia sapere di indietreggiare.. chissà che gli avrò mai fatto... bene, ormai è fatta: tutta la mia forza contro questo essere più grande di me che - non so perchè - ce l'ha con me.

Perchè in una natura stravolta dalla decadenza la paura che dovrebbe difenderci da eventi avversi ci attira invece verso una fine stupida.

3 marzo 2009





Ecco che ci risiamo.

Può,
almeno per una volta,
quello che sai vincere su quello che provi?

7 febbraio 2009

Ma che ci avrò in testa, dico...!

... oltre alla sinusite? Oggi poco. E torno a scrivere sul blog perchè non voglio uscire per non prendere freddo e quindi ho più tempo per stare davanti alla tastiera, e poi piove, e poi.. E poi, balle! Ho fatto una scoperta figa questa mattina e me la voglio ricordare: quasi la metà delle mie donne aveva problemi col padre: si va dal semplice considerarlo uno stronzo all'oggettivo esserne orfane. Cavolo, la metà NON E' certamente una media allineata con la media nazionale di quella fascia d'età, quindi c'è un fattore di correlazione importante tra me e questo fatto. Posto che non ritengo di andarmele a cercare io, ne posso concludere solo che... sono un ottimo sostituto del padre.
Una vocina (quella che fa ridere il pubblico e mi procura tante soddisfazioni comiche) aggiunge da fuori campo: "... e un pessimo marito!". Gratuita, ma come ritmo ci stava.

Allora devo essere protettivo, ossessivo, fissato con l'istruzione, l'educazione, la crescita e la correzione, ansiogenico. Insomma un cagapalle di dimensioni notevoli.
Ma anche affettuoso, avvolgente, pomicioso, disponibile, saggio... insomma una specie di angelo. Preso fiato? Ora andiamo avanti, dove fa male.

Direi anche che nella stragrande maggioranza dei casi (tutti?) di padroproblema, le mie storie finiscono con io che abbandono lei. Invece non è vero il contrario: le mie conquiste (e dai! fammi utilizzare 'sto vocabolo da edizione playboy anni '70) che non avevano alcun probema di rilievo col padre, se ne sono andate loro, lasciandomi con un palmo di naso, ch' il modo ancor m'offende (so' erudito, eh?). Conclusione? Le mie donne padroferite mi hanno scelto per poter rivivere il loro lutto, quindi mi vedevano come un abbandonatore professionale, o almeno come uno che era facile da influenzare all'abbandono. E ci sono pure riuscite (beh, quasi tutte..).

Fantastica questa teoria! Fino a oggi avevo pensato che la metà delle mie donne mi aveva usato e poi abbandonato, facendomi soffrire, mentre per l'altra metà ero stato io il carnefice. Adesso spunta fuori che sia l'una che l'altra categoria m'ha semplicemente usato per i propri fini. E ho pure adempiuto bene il mio compito. Niente da fare: la storia si ripete. Il primo bacio della mia vita (Stefania): ero seduto nell'anfiteatro di un villaggio turistico Valtur, a guardare le prove di uno spettacolo, e lei - con tutti i gradoni vuoti - si siede di fianco a me. Io la guardo e penso "che bella! Chissà perchè s'è seduta qua", lei attacca discorso, è simpatica, va tutto da Dio, non so neanche che sta succedendo, il giorno dopo scopro che mi piace tanto tanto baciare! Avevo 13 anni. Si, mi lasciava un po' perplesso il fatto che in tutta quella cosa io non avessi preso nessuna decisione. Ma ci stavo proprio bene!

6 dicembre 2008


Il Fiammifero

Come un fiammifero, mi ha acceso e poi si è spenta. Ha ricevuto in cambio solo una favola; lei ha esaudito il mio desiderio, e ora il la favola è sua e non me la restituirà più. Mantenere vivo quello che lei ha acceso in me sarà un malinconico piacere.

21 settembre 2008

Narnia, Initial Scene:
1942 London Bombing



Non capisci che vuol dire stare sotto i bombardamenti finchè non ti ci ritrovi. Esperienza istruttiva; ma spiacevole. Stai lì, qualsiasi cosa fai può essere la salvezza o una mossa idiota, e non saperlo rende ambedue le prospettive perfettamente inutili. Aspetti, speri che passi, speri che non capiti a te.
Zio Tirreno è plumbeo: non sa neanche lui se vuole scatenare un putiferio o aspettare placido e grigio che una prua lo solchi.

15 settembre 2008

Mollette

Sono riuscito a stendere tutto il bucato, ma se avessi dovuto farlo solo con le mie mollette, me ne sarebbe mancata una. E invece ce l'avevo: era quella che ho recuperato l'altro giorno, persa in terra e annerita dalla permanenza nell'umidità e al sole di tanti giorni senza proprietario.
Non è la prima volta che la mia fortuna s'appoggia alla sfortuna di un innocente. Non è la prima volta che senza cercarlo e mio malgrado, ho un vantaggio immeritato, causando o approfittando involontariamente di una sventura altrui.
In questo senso sono un ragazzo fortunato. Ma quanto dura la fortuna? Più del rimorso di non poter restituire quelle mollette?